AIDC: da tecnologia a ecosistema

Bip! È questo il suono che spesso si sente in magazzini, negozi, reparti produttivi e hub logistici. Quando lo udiamo una rilevazione diventa un dato che genera delle azioni: inventario aggiornato, tracciabilità garantita, spedizione corretta, reparto rifornito, processo più sicuro.
Siamo nel campo dell’Automatic Identification & Data Capture (AIDC): l’insieme di tecnologie che permettono di identificare automaticamente beni, asset e persone e registrare dati in modo rapido e affidabile attraverso barcode, 2D code, RFID, mobile scanning, sistemi di lettura, oltre a tutti i software che li orchestrano.
Che sia un segmento sempre più importante è confermato da tutti gli analisti che dichiarano una costante crescita, sia che ci si limiti ad analizzare solo l’hardware o, a maggior ragione se si includono software, servizi, integrazioni e tecnologie “adiacenti” (biometria, vision, ecc.).
Secondo Mordor Intelligence, il mercato AIDC è stimato intorno a 80 miliardi di dollari nel 2025 e 88 miliardi nel 2026, con prospettive fino a oltre 142 miliardi nel 2031 (CAGR intorno al 10% nel periodo 2026–2031).
Grand View Research propone una lettura simile, con circa 70 miliardi nel 2024 e una crescita fino a circa 137 miliardi al 2030 (CAGR >11% nel periodo di forecast).
Il settore è naturalmente in evoluzione anche dal punto di vista tecnologico. Se per anni il barcode 1D è stata la lingua comune del retail e della logistica, si sta evolvendo in 2D (QR e DataMatrix) che consente una lettura di un numero più alto dio informazioni: lotto, scadenza, seriale, richiami, link a schede prodotto e istruzioni.
Le conseguenze sono naturalmente che le aziende devono aggiornare i dispositivi di lettura (scanner e/o mobile computer), verificare la compatibilità reale in campo, adeguare software e flussi (POS, WMS, ERP, anagrafiche e logiche di codifica) e gestire il packaging (stampa, qualità del codice, posizionamento, coesistenza 1D/2D).
E poi c’è l’RFID, fondamentale per leggere a distanza, anche in massa, senza allineamento visivo. Utilissimo dunque in situazioni come:
- Inventari frequenti e ad alto volume (retail, logistica, produzione).
- Riduzione errori e perdite (shrinkage), tracciabilità in ambienti complessi.
- Automazione di varchi e passaggi (lettura in movimento, senza operatore dedicato).
Oggi AIDC significa però ragionare a livello di “ecosistema”. Non si tratta, dunque, solo di scegliere l’hardware di scansione giusto, ma di creare valore attraverso la creazione di un sistema dove tecnologie, processi e workflow si integrano perfettamente.
Questa transizione da semplice scelta dei dispositivi di rilevazione a soluzione integrata a copertura di processi core è certificata anche dai principali vendor di settore che si stanno spostando verso un’offerta end-to-end. Un esempio? Reuters ha riportato l’acquisizione annunciata da parte di Zebra di Elo Touch Solutions (estate 2025), interpretata come rafforzamento sul fronte retail/frontline.





















































